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Maglietta polo, il capo iconico della moda casual

Come può, un capo nato come indumento per i giocatori di polo, diventare un’icona della moda casual? È il destino della maglietta polo, di cui molti ignorano le origini, la diffusione e il largo utilizzo che di essa se ne fa negli outfit casual. In questo articolo approfondiremo la storia delle polo e proveremo a capire come un capo sportivo sia potuto diventare così celebre nella moda di tutti i giorni.

Le polo: caratteristiche e storia di un intramontabile della moda

Su un semplice paio di jeans. Oppure, al di sotto di una giacca formale. Nel corso di un pranzo di lavoro, oppure in riva al mare. La polo, quale che sia la circostanza e l’outfit, sembra essere sempre a suo agio. Sarà il suo stile, semplice eppure ricercato, sobrio eppure elegante. Oppure la calzata comoda, ma mai banale. Sta di fatto che le magliette polo, nel corso degli ultimi anni, hanno saputo ritagliarsi uno spazio importante sia nell’abbigliamento da uomo, che in quello da donna.

È interessante, tuttavia, osservare che questa maglia ha una storia affascinante. Prima ancora, però, è bene evidenziare quali sono le sue caratteristiche, così da capire facilmente quando ci si trova dinanzi a una polo e quando, invece, siamo cospetto di una più semplice T-shirt.

Le caratteristiche della maglietta polo: il cotone a piqué

Se c’è una caratteristiche che, più di altre, contraddistingue la maglietta polo, senza ombra di dubbio, questo è il materiale di cui essa è fatta. Tendenzialmente, infatti, le polo sono realizzate in tessuto piqué di cotone. Qual è la particolarità di questo materiale? Il piqué, talvolta italianizzato come picché, si presenta con una trama che mostra dei piccoli rombi in rilievo. Questo è l’effetto che conferisco i due orditi: l’ordito di fondo, essendo maggiormente tesi, fanno abbassare i fili della trama, mentre l’ordito superiore sono più lenti e, per questo motivo, sono sollevati. In tal modo, il tessuto risulta più soffice e, quindi, più piacevole al tatto. Non solo, perché questa speciale trama risulta anche molto leggera e, pertanto, molto fresca.

Altra caratteristica facilmente riconoscibile delle polo è il suo disegno. Questo genere di T-shirt, infatti, sin dalla loro nascita si sono contraddistinte per uno stile assolutamente tipico. Al di là del tipico disegno di una classica maglietta, le magliette polo sono dotate di un colletto, che le rende più simili a una camicia piuttosto che altro. Il collo, poi, è tipicamente chiuso da una fila di due o più bottoncini oppure da una cerniera.

Sono bastati questi pochi elementi, e l’ampio uso che sportivi di ogni risma hanno fatto delle polo, per rendere questo capo un must have di qualsiasi guardaroba. Ma com’è stato possibile un successo così clamoroso? A spiegarlo, ci pensa la storia delle polo.

La storia delle polo: il capo pensato per fare sport

Per comprendere il grande successo delle polo nella storia è necessario contestualizzare la nascita di questo capo. Sul finire del XIX secolo, infatti, si diffuse fra la nobiltà e la borghesia inglese l’abitudine di praticare degli sport all’aperto. Questa moda tipicamente britannica, poco a poco, si diffuse al resto d’Europa, dove sempre più si avvertiva l’esigenza di un abbigliamento adatto alla pratica sportiva. Ancora una volta, furono gli inglesi a fare da apripista: gli ufficiali di stanza in India, infatti, introdussero in patria la polo, un capo già utilizzato dagli atleti che praticavano l’omonimo sport.

Non a caso, il termine polo derivava dalla parola tibetana pula, che significa palla. I giocatori di questa disciplina, sul finire dell’Ottocento, presero infatti a indossare delle camicie a maniche lunghe che, per ridurre il fastidio determinato dai lunghi colletti, avevano dei bottoncini sulle punte degli stessi. Si trattava, in un certo senso, delle progenitrici delle polo.

La consacrazione vera e propria delle polo, tuttavia, arrivò quando questo capo iniziò a essere usato anche nel mondo del tennismo. In quegli stessi anni, infatti, i giocatori di questa disciplina erano soliti indossare giacca e cravatta. Capi che, com’è ovvio, non si prestavano allo sforzo fisico. Per questo, già a partire dai primi del Novecento, la tipica maglia da polo iniziò a essere usata anche nel rettangolo. Primo fra tutti, con ogni probabilità, fu il tennista René Lacoste. Questi, adottando il tipico capo dello sport indiano, iniziò già nel 1926 a indossare delle magliette polo, decorata da un piccolo alligatore. Questi, oltre a diventare il soprannome dell’atleta, rimase il brand dell’omonima azienda,

Successivamente, altri brand di sono affacciati alla produzione di polo per il tennis. Negli anni Settanta, infatti, fu Ralph Lauren ad adottare le polo nella sua proposta di moda, che prese proprio il nome di polo. Questa fu una sorta di consacrazione per il capo, che via via si diffuse anche in altri sport, come per esempio il golf.

Questa è la storia delle polo. Un capo che ha saputo ritagliarsi una propria dignità in ogni ambito, da quello sportivo al mondo business. Rimanendo, comunque sia, sempre fedele a se stesso.

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